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News dal mondo agroalimentare

Marchionne e il Brunello di Montalcino

MONTALCINO – Sergio Marchionne, la Ferrari e il Brunello di Montalcino, tre simboli del made in Italy. Ad accomunarli è la figura di Louis Camilleri, 63 anni, nuovo amministratore delegato dell’azienda di Maranello dopo la scomparsa del “mago” che ha guidato il rinnovamento della Fiat. Camilleri, già al vertice dei colossi Kraft Food e Philip Morris, è proprietario della Tenuta Giardinello a Montalcino e produce il celebre vino rosso con la compagna Natalie Oliveros, ex regina del porno con il nome d’arte di Savanna Samson, che a sua volta ha acquistato la cantina La Fiorita dopo la carriera a luci rosse.

Italiana una bottiglia su tre in Russia

MOSCA – Una bottiglia straniera su tre in Russia è made in Italy. Dopo un 2017 positivo, il vino italiano con la sua ampia offerta va forte anche nel 2018. Secondo i dati delle dogane russe elaborati dall’Ice, l’istituto del commercio estero, tra gennaio ed aprile 2018 le importazioni hanno toccato 61 milioni di euro, +4,5% sul 2017. La Russia è grande cinquantotto volte l’Italia, ha sedici città oltre il milione di abitanti ed ospita due prestigiose rassegne vinicole, il World Food e Vinitaly Russia.

Abbasso la globalizzazione

PARIGI – I bistrot parigini diventeranno patrimonio mondiale dell’umanità sotto l’egida dell’Unesco? Così la Francia pensa di difendere dalla spietata concorrenza dei fast-food e dalle catene di caffetterie i tipici locali parigini che hanno ospitato schiere di artisti e filosofi, da Auguste Renoir a Jean Paul Sartre.

Un brindisi su Marte

ATLANTA – Un gruppo di ricercatori della Georgia sta studiando se sia possibile allevare la vite e produrre il vino in condizioni simili a quelle che si trovano su Marte. Il progetto IX Millennium è sollecitato dalla Nasa, l’agenzia governativa responsabile del programma spaziale degli Stati Uniti che invita i governi e gli studiosi di tutto il mondo a immaginare, promuovere e incoraggiare idee per quando l’uomo potrà vivere sul pianeta rosso.

L’uva, le leggi e il clima

ROMA – Adattare le norme alle mutate condizioni ambientali. Lo chiede Assoenologi al ministro delle politiche agricole Gian Marco Centinaio affinché modifichi il Testo Unico della vite e del vino. Il clima è diventato molto variabile, sostengono gli enologi, così come le condizioni atmosferiche delle varie zone vitivinicole italiane. Dunque è necessario superare le gabbie burocratiche laddove dispongono che  “il periodo entro il quale è consentito raccogliere le uve ed effettuare le fermentazioni e le rifermentazioni dei prodotti vitivinicoli è fissato dal 1 agosto al 31 dicembre di ogni anno”.

Dal vetro all’oro

FIRENZE – Altro che vetro! Alla rassegna artistica Summer Art 2018 della Fondazione Mazzoleni, un gruppo di artigiani orafi fiorentini ha presentato una bottiglia d’oro zecchino all’interno e d’argento puro all’esterno. Secondo gli studi del professor Salvatore Valenti, i metalli nobili darebbero al vino una maggiore stabilità nell’ossidazione e arricchirebbero il gusto.

Il consumo di caffè protegge la salute?

WASHINGTON – Il consumo quotidiano di caffè esercita un effetto protettivo sulla salute dell’uomo? Se lo è chiesto il National Cancer Institute di Bethesda, non lontano da Washington, che ha condotto un’indagine su un campione di mezzo milione di uomini e donne britannici di età media intorno ai 57 anni, monitorato per un decennio da UK Biobank. L’analisi dell’istituto statunitense che studia la prevenzione, la diagnosi e il trattamento del cancro, ha tenuto conto dell’età dei soggetti, dell’etnia, del peso corporeo, dell’attività fisica, del livello di istruzione, del consumo di alcolici, dell’eventuale abitudine al fumo presente o pregressa e naturalmente dell’assunzione di caffè. Lo studio confermerebbe i benefici bevendo almeno una tazza al giorno.

Ducasse via dalla Tour Eiffel

PARIGI – Scaduta la licenza per la sua gestione, il grande chef francese Alain Ducasse rischia di essere “sfrattato” dal ristorante Le Jules Verne al secondo piano della Tour Eiffel dove si esibisce ai fornelli da ormai dieci anni. Il concorso per la nuova gestione del locale dove cenarono Trump e Macron ammirando una delle più belle viste al mondo, sarebbe favorevole ai colleghi Thierry Marx e Frederic Anton, ma Ducasse ha fatto ricorso. La decisione coinvolge anche il Comune di Parigi.

Aria pulita al refettorio

MILANO – L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci ha bisogno di aria pulita e fornirgliela costa un sacco di soldi. Già, perché per tutelare il fragile capolavoro dai danni ambientali provocati dai visitatori (che purtroppo sono abituati a respirare!) occorre “arieggiare” ogni giorno il refettorio della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano – che lo ospita dal 1498 – con 3500 metri cubi di ossigeno. La cura però è insufficiente e il ministero dei Beni Culturali ha predisposto un piano d’intervento pubblico-privato che prevede lo stanziamento di 1,2 milioni di euro in tre anni per alzare la quota di aria pulita a diecimila metri cubi giornalieri. Eataly, la catena di punti vendita alimentari di Oscar Farinetti, ha promesso di partecipare con un milione di euro.

Nobiltà del Barolo

BAROLO – Tra i personaggi che hanno fatto grande il Barolo, con Cavour e Vittorio Emanuele II, con il generale Staglieno e l’enologo Oudart, c’è la nobile Giulia Falletti di Barolo, all’anagrafe Juliette Colbert, francese, convolata a nozze nel 1807 con il marchese di Barolo Carlo Tancredi Falletti. Fu lei a nobilitare il re dei rossi piemontesi inviando al re Carlo Alberto a Torino una maxi-fornitura di 325 carri di vino, uno per ogni giorno dell’anno, esclusa la Quaresima. Così fece conoscere a corte quello che sarebbe diventato il rosso dei Savoia. La marchesa, che ospitò nel castello di Barolo Silvio Pellico reduce dallo Spielberg, è stata ricordata il 26 aprile 2017 con una degustazione (1980-2010) delle pregiate bottiglie Marchesi di Barolo.

La Freisa e Martin Lutero

TORINO – É uno dei vitigni più antichi dell’Italia settentrionale (Piemonte, Lombardia e Veneto) e lo può dimostrare. La storia documentata della Freisa comincia infatti con una bolla doganale emessa dal Comune di Pancalieri vicino a Torino nel lontano 1517, l’anno in cui il monaco agostiniano Martin Lutero affiggeva le novantacinque tesi al portone della chiesa del castello di Wittenberg dando inizio alla Riforma protestante. Diceva testualmente la bolla di Pancalieri: “…pro qualibet carrata fresearorum solidum unum, denarios sex”.

Usa, addio al primato del vino italiano?

Quello che molti temevano sembra tradursi in realtà. La locomotiva del vino italiano, in Usa, rallenta, frenata dalle incertezze che ancora avvolgono i fondi destinati alla promozione e dalla svolta protezionista annunciata, ancora non attuata, dal presidente Trump. Ma nel frattempo le spedizioni di vino francese in terra americana continuano a correre e, dopo sedici anni di dominio, il primato tricolore rischia di diventare un ricordo. Secondo l’Osservatorio di Business Strategies, nei primi otto mesi del 2017 il Belpaese chiude con un valore di 1,099 miliardi, con i francesi a 1,091 miliardi di euro, con quote di mercato rispettivamente del 31,5% e 31,3%.

Dimmi che tappo usi e ti dirò chi sei

Il sughero resta la chiusura più utilizzata per il vino (chiude il 60% delle bottiglie nel mondo) e amata dagli appassionati. Che, però, sono aperti anche al tappo a vite e neutrali verso il sintetico. Lo dice un sondaggio di Wine Intelligence. Favorevoli al sughero il 41% dei consumatori Uk, il 61% di quelli Usa, il 37% di quelli australiani, il 60% dei tedeschi ed il 61% dei cinesi. Per il tappo a vite il massimo del gradimento è in Australia (45%), poi Uk (40%), Usa (31%), Germania (27%) e Cina (23%). Sui tappi sintetici ci sono più contrari che favorevoli in Uk, Australia e Germania, mentre è il contrario in Cina e Usa.

La vendemmia 2017 è scarsa (Assoenologi)

In base alle stime di Assoenologi la vendemmia 2017 è una delle più scarse da sessant’anni ad oggi, con appena 41,1 milioni di ettolitri prodotti, -24% sul 2016 (54,1 milioni di ettolitri, dati Istat). Tra le Regioni, la più produttiva dovrebbe rimanere il Veneto con 8,6 milioni di ettolitri (-15% sul 2016), seguita dalla Puglia a 6,7 (-30%) e dall’Emilia Romagna con 6,2 (-20%). Malissimo in quantità anche la Sicilia, con 3,9 milioni di ettolitri (-35%), contenuto il calo in Piemonte (-15%) a 2,16 milioni di ettolitri stimati, riduzione più marcata in Toscana (-30%), a 2,11 milioni di ettolitri. In Friuli Venezia Giulia il calo è stimato nel -15%, con una produzione prevista di 1,57 milioni di ettolitri, mentre Lazio e Umbria crollano del -40%, con 1,36 milioni di ettolitri di vino stimati. A seguire c’è la Campania, unica Regione con il segno positivo (+5%) dopo la difficile vendemmia 2016, che dovrebbe produrre 1,35 milioni di ettolitri. Ipotesi poco sopra il milione di ettolitri per Lombardia (1,1, -25%) e Trentino Alto Adige (1,09, -10%), e ancora diminuzioni decise nelle Marche (-25%), che vanno verso i 710.000 ettolitri, e in Sardegna (-20%), a quota 640.000 ettolitri. Stimata complessivamente in 740.000 ettolitri (-30%), la produzione di Valle d’Aosta, Liguria, Molise, Basilicata e Calabria.

Tripdvisor, che bello mangiare in Italia!

Se le esperienze enogastronomiche sono quelle che crescono di più tra i turisti del mondo (+61% nel 2017 sul 2016), non poteva che essere l’Italia, con la sua ricchezza di vini, prodotti tipici e cucine, la meta prediletta. Lo dice TripAdvisor. Roma e Firenze sono, a livello mondiale, le città più gettonate per i tour gastronomici, seguite da Parigi e Barcellona, New Orleans, New York, Venezia, Madrid, Tokyo e Bangkok. La classifica italiana, invece, dietro alle prime tre città del Belpaese, vede nell’ordine Sorrento, Bologna, Napoli, Milano, Taormina, Palermo e Verona.

Paperacciuolo, lo chef dei fumetti.

Forse vale più di una stella Michelin. E’ l’onore toccato allo chef Antonino Cannavacciuolo che compare sul numero di Topolino in edicola il 25 aprile nei panni di Paperacciuolo, disegnato dalla matita di Giorgio Cavazzano. Coprotagonista è Ciccio, l’aiutante di Nonna Papera, nell’episodio “Agente Segreto Ciccio – Uno Chef da Sogno”.

Il futuro del vino italiano secondo Nomisma.

Il successo commerciale del vino nei prossimi cinque anni sarà determinato in buona parte dai prodotti a marchio green (bio o sostenibili), vera leva del mercato di domani secondo un sondaggio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor presso i manager di dodici tra i principali gruppi vitivinicoli del Paese (circa 2 miliardi di euro il fatturato complessivo), chiamati a dare un’opinione sui trend a breve termine del mercato del vino nei sei mercati top di Usa, Regno Unito, Cina, Germania, Giappone e Russia.

Secondo i capitani d’impresa intervistati, saranno soprattutto i prodotti biologici e quelli premium gli artefici del successo del vino mondiale. Con la tendenza-green predominante nei mercati storici(Germania, Usa, Regno Unito e Giappone), e la fascia premium (oltre i 20 dollari a bottiglia) che contagerà ulteriormente gli Usa e gli emergenti Russia e Cina. Buon sentiment anche sugli autoctoni, indicati trend del futuro specialmente in Giappone e in seconda battuta in Russia e Stati Uniti, mentre – a sorpresa – è previsto un ritorno di fiamma per i rossi fermi, la seconda tipologia più promettente dietro agli immancabili sparkling. L’Italia, per le dodici aziende top player, se la caverà piuttosto bene e riuscirà ad accrescere le proprie quote di mercato specialmente in Russia e nei due principali buyer dell’Estremo Oriente, con una buona ripresa delle vendite pure nella vecchia Germania. Timide le aspettative su un incremento delle quote di mercato italiane negli Stati Uniti (sebbene siano indicati in  crescita anche nel prossimo lustro), dove ad approfittarne saranno invece i produttori francesi oltre a quelli di casa; mentre in Cina,dopo l’Australia che crescerà più di tutti, anche il Cile e l’Italia approfitteranno del rallentamento dello storico market leader, la Francia.

In Gran Bretagna saranno ancora i francesi a comandare, mentre i vini del Belpaese si faranno largo assieme a quelli neozelandesi, che sfrutteranno l’effetto della Brexit. Inoltre, un’attenzione particolare è riservata ai prodotti di origine locale: in un vigneto sempre più globale questi saranno tra i primi ad approfittare un po’ ovunque della febbre da vino, prendendo sempre più piede specie tra i consumatori tedeschi e statunitensi.

Per il vino made in Italy, previsto un segno meno a valore nel Regno Unito, dei passi avanti negli Usa, in Germania e nel Paese del Sol levante, mentre sarà deciso l’aumento a Mosca e Pechino. Infine, secondo il sondaggio Vinitaly-Nomisma Wine monitor realizzato pochi giorni fa nell’ambito dello studio “Il futuro dei mercati, i mercati del futuro”, la previsione sulle performance delle principali denominazioni italiane premia come il solito Prosecco indicato come il vino a maggiore prospettiva di mercato un po’ ovunque, eccetto in Cina. Con qualche eccezione: il Pinot grigio negli Usa, il Primitivo in Germania, l’Amarone in Cina.