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News dal mondo agroalimentare

Uno su quattro fotografa il cibo che mangia

Secondo il quotidiano britannico Guardian una foto su quattro di quelle ci scambiamo ogni giorno su Internet documenta il cibo che mangiamo. Il 22% degli scatti immortala manicaretti e ricette in occasione di uscite a pranzo e a cena, il 16% condivide un’occasione speciale, il 12% si cimenta con la food-art e il 10% consacra con uno scatto una festa familiare. Soltanto l’8% delle foto viene scattato per raccontare un ristorante in cui ci siamo trovati particolarmente bene (o particolarmente male).

Trasferta in Russia dei vini italiani

Il 28 ottobre 2019, Vinitaly International farà tappa al Lotte Hotel di Mosca per la 16° edizione di Vinitaly Russia, il più importante evento b2b della capitale russa dedicato al vino italiano.
Il 30 ottobre la manifestazione si sposterà a S. Pietroburgo. La tappa russa di Vinitaly International è l’occasione per implementare le relazioni commerciali tra cantine italiane ed importatori russi. Nella passata edizione hanno partecipato 1000 operatori del settore tra distributori, ristoratori, sommelier, direttori di winebar ed enoteche, scuole enologiche, giornalisti e blogger. Con un tasso di crescita del 4% annuo, per i prossimi 5 anni il mercato chiave per il vino italiano sarà la Russia. Grazie ai 264 mln di euro di vendite nel 2018, oggi l’Italia è il leader per l’export di vino nel Paese, con una quota di mercato del 29,5%, destinata a crescere.

La Monnalisa della Vernaccia

Irina Guicciardini Strozzi della Tenuta Cusona di S. Gimignano, una Cantina che vanta oltre mille anni di storia, è la nuova presidente del Consorzio della Vernaccia di S. Gimignano. Subentra a Letizia Cesani che ha presieduto il consorzio per tre mandati consecutivi. Irina, laureata in economia, parla sette lingue e discende per parte di madre, con la gemella Natalia, da Lisa Gherardini del Giocondo, la presunta modella di Leonardo da Vinci nel ritratto della Monnalisa dall’enigmatico sorriso. La Vernaccia, citata da Dante Alighieri nel XXIV canto del Purgatorio, ha un sapore morbido con retrogusto amarognolo che ricorda la mandorla. Il vino è particolarmente indicato come aperitivo e per accompagnare i piatti di pesce, crostacei e carni bianche.

Guerra dei dazi Usa-Ue (e la Russia osserva)

WASHINGTON – Continua la guerra dei dazi Usa-Ue nata dalla querelle sui presunti aiuti europei ad Airbus, primo costruttore europeo di aeromobili. Secondo il presidente americano Donald Trump, gli aiuti avrebbero danneggiato l’americana Boeing (che ha peraltro goduto di agevolazioni fiscali da parte dello Stato di Washington). Risultato: entro il 31 maggio la Commissione Europea dovrà compilare la lista definitiva dei prodotti americani da sottoporre a tariffa (merluzzo surgelato, salmone, prugne, pere, aerei, trattori e componenti per auto per un valore di 12 miliardi) in risposta ai dazi minacciati dagli Usa su pecorino e prosecco italiani, ma anche emmental, yogurt, burro, vini, agrumi, olio d’oliva, elicotteri, aerei e motociclette per un valore di 11 miliardi.
Senza contare la vera partita tra Washington e Bruxelles che riguarda i dazi del 25% sulle auto europee esportate in America. E la Russia di Putin osserva interessata.

Champagne per curare le ferite di Notre-Dame

PARIGI – Una gara di solidarietà fra i grandi del vino per aiutare a ricostruire la cattedrale di Notre-Dame dopo il rogo che ha distrutto la guglia, il tetto e parte della navata centrale. Fra i generosi contributi della prima ora si segnalano quelli di due big francesi del lusso e del vino.
Bernard Arnault, alla guida del colosso Lvmh, è il proprietario dello champagne Dom Pérignon, di Ruinart, Moët & Chandon, Veuve Clicquot, Krug, Mercier e di grandi etichette di Bordeaux come Château d’Yquem. Francois-Henri Pinault, a capo del gruppo Kering, possiede i marchi della moda Gucci e Saint Laurent e, nel settore del vino, Château Latour a Bordeaux e Clos de Tart in Borgogna.

Sfida ad alta gradazione tra calciatori tedeschi e pontifici

CITTA’ DEL VATICANO – La nazionale tedesca del vino contro la selezione di calcio dei dipendenti della Città del Vaticano. È la strana amichevole che si giocherà il 6 giugno 2019 nello stadio di Albano Laziale intitolato al papa Pio XII.
La squadra pontificia, che nel 2010 fu allenata da Giovanni Trapattoni, vanta nelle sue file i robusti alabardieri della Guardia Svizzera. La compagine avversaria è formata da professionisti del settore vinicolo tedesco ed è allenata da Erich Rutemöller, ex giocatore ed allenatore. Nel ruolo di capitano ad honorem gioca Franz Josef Jung, già ministro della difesa del primo governo Merkel, figlio di viticoltori. Il presidente è Robert Lönarz dell’università di Geisenheim.

Bollicine a forma di Tour Eiffel

PARIGI – Una tradizione che si rinnova nei secoli. E’ l’abbinamento fra la maison di champagne De Venoge e la Tour Eiffel, simbolo di Parigi non meno della sfortunata cattedrale di Notre Dame. Nel 1889 la maison di Epernay sponsorizzava l’Esposizione Universale di Parigi in occasione della quale fu costruito il “mostro di ferro”. Oggi, per festeggiarne i 130 anni, la storica casa francese lancia una cuvée speciale in edizione limitata a diecimila bottiglie; che hanno la forma, naturalmente, della torre futurista creata dall’immaginazione dell’architetto Gustave Eiffel.

Italia, Francia e i brindisi a Xi Jinping

ROMA – Due eccellenze enologiche italiane, Trentodoc e Marsala, sono state servite in tavola al Quirinale per la cena del premier cinese Xi Jinping con il presidente Sergio Mattarella. Qualche giorno dopo il leader della Repubblica Popolare Cinese è stato ospite del presidente francese Emmanuel Macron che si è pavoneggiato con i migliori “cru” di Bordeaux e della Borgogna, tra cui un prezioso Petrus 2002 e uno champagne Pol Roger Sir Winston Churchill. Difficile dire chi abbia i vini migliori fra Italia e Francia, ma indiscutibile è il valore politico dello statista inglese che Macron ha voluto onorare.

Rossi d’Angera, una lunga storia di spirito

É una collina benedetta, quella di Angera. Quando le prime nebbie salgono ad avvolgere le alture, il rito laico di fare la grappa s’ammanta di magia. La tramoggia si riempie degli acini di barbera, nebbiolo, vespolina e bonarda spremuti nei tini e trasportati coi carri dalle cantine di Angera, Taino, Barza, Capronno e Ranco. Il vapore prende a soffiare nelle caldaie a ciclo discontinuo, s’impregna di aromi e di profumi fruttati, passa nei centenari alambicchi di rame e si condensa in distillato diffondendo il sapore della nostra terra. Il miracolo si ripete dai tempi di Garibaldi, quando la distilleria Rossi di Angera fu fondata. Correva l’anno 1847, vigilia delle Cinque Giornate di Milano e di pagine importanti della storia d’Italia. Centosettant’anni di vita festeggiati nel 2017.
È l’incipit del libro “Una lunga storia di spirito” (148 pagine, Rossi D’Angera, 2018). Il giornalista Sergio Redaelli racconta la storia dell’azienda guidata da Arturo Rossi, classe 1951, presidente della distilleria, sommelier e membro fondatore dell’Istituto Grappa Lombarda. Arturo rappresenta la quinta generazione della famiglia di distillatori. Il primo fu il trisnonno Bernardo che trasmise l’arte di fare la grappa al bisnonno Carlo e questi al nonno Arturo e al papà Bernardo, abile imprenditore che modernizzò la ditta e ridisegnò le etichette negli anni che precedettero la seconda guerra mondiale. Oggi Rossi d’Angera ha dieci dipendenti, lavora quattromila quintali di vinacce e produce circa sessantamila litri l’anno di grappa (140 mila bottiglie) e ventimila litri tra liquori, aperitivi, amari, estratti e infusioni naturali di erbe e radici e altre specialità verbanesi, per l’ottanta per cento destinate al mercato italiano. Il resto è distribuito in Germania, Belgio, Spagna, Svizzera, Olanda, Inghilterra, Usa, Austria, Australia, Nuova Zelanda, Canada, Francia e Cina.
È un ricco ventaglio di prodotti, grappe giovani, invecchiate e lungamente invecchiate, millesimate delle annate 1991, 1998 e 2001, monovitigno di pinot, chardonnay, nebbiolo e moscato, con meno o più di due anni d’invecchiamento. Capolavoro della liquoristica è lo Spitz aperitivo da infusi di genziana lutea e di erbe aromatiche. E poi una quarantina di marchi storici fra cui l’aperitivo Spitz, l’Amaro, il Genepy, i liquori dolci ai lamponi, all’albicocca, al mandarino, alla liquirizia, all’anice, al cedro, al caffè e, ancora, gli sciroppi ai gusti di frutta e il liquore Agrumio, ottenuto con infuso di scorze di limoni, arance e mandarini.

Il vino in trincea

Cento anni fa finiva l’incubo della prima guerra mondiale con il tragico bilancio di otto milioni di morti, venti milioni di feriti, devastazioni, debiti e fame. Una prospettiva insolita per ricordare l’evento che papa Benedetto XV Giacomo Della Chiesa bollò come “orrenda carneficina che disonora l’Europa”, è il consumo di vino che fu compagno e conforto dei soldati. All’argomento è dedicato il libro “Il vino nella Grande Guerra, fronte italiano 1915-1918” di Giovanni Callegari (Edizioni Grafiche Antiga, 200 pagine, 39 euro). Nel 1917 il vino rappresentava il 15,5 per cento del prodotto interno lordo italiano e fu largamente utilizzato, purtroppo è il caso di dire, sugli oltre 600 chilometri del fronte bellico.

Prosecco Docg, il re del mercato

Le cifre dicono tutto. Oltre 8.088 ettari di territorio di cui 274 nelle Rive e 108 nella collina del Cartizze, divisi tra quindici Comuni, che impiegano 6245 persone e producono un valore che supera il mezzo miliardo di euro. E’ la carta d’identità, in cifre, del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene alla vigilia del cinquantesimo anniversario della Doc, ottenuta nel 1969 e del primo decennio della Docg, che risale al 2009. La produzione 2018 arriva a 92,9 milioni di bottiglie, + 1,7 per cento rispetto al 2017.

I primati di Romanée-Conti

Un lotto di sette confezioni Mathusalem da sei litri di Romanée-Conti 2005 è stato battuto da Sotheby’s, ad Hong Kong, per la clamorosa cifra di 1,5 milioni di dollari. È il massimo mai raggiunto dalla celebre casa d’aste nelle sue due piazze principali, New York e Hong Kong. La partita più costosa aveva toccato in precedenza 552 mila dollari e riguardava dodici bottiglie di Romanée-Conti comprese tra il 1937 e il 1991, annate d’oro.

Soave patrimonio mondiale

Per gli oltre tremila viticoltori che vi aderiscono è davvero una bella soddisfazione che ripaga di tanti sacrifici e del sudore versato sui suoli calcarei e vulcanici della denominazione di origine. Parliamo del consorzio del Soave che a dodici anni da quando l’ente avviò la procedura per arrivare al riconoscimento, ha finalmente ottenuto il titolo di Patrimonio dell’Umanità, il primo in Italia per l’agricoltura riconosciuto dal comitato scientifico della Fao, il cinquantatreesimo al mondo.

La Brexit del vino

Il Regno Unito sta per diventare un Paese extraeuropeo e il mondo del vino s’interroga su quali ripercussioni avrà l’evento sul piano commerciale. Il mercato britannico vale 800 milioni di euro l’anno, un business che va senz’altro tutelato. Se ne stanno occupando i vertici dell’Unione Italiana Vini, l’associazione delle imprese del vino italiane a cui aderiscono 500 aziende, che rappresentano un fatturato pari al 70 per cento dell’export italiano di vino.

La più golosa del 2018

Gli italiani apprezzano la cucina asiatica, in particolare le ricette degli chef giapponesi, cambogiani e thailandesi. E la gastronomia italiana, dove fa più proseliti? Ha provato a calcolarlo TripAdvisor analizzando i punteggi medi delle recensioni degli utenti delle App e i risultati sono sorprendenti. I clienti connazionali, cioè gli italiani che siedono al ristorante, sono più severi degli stranieri, fatta eccezione per i finlandesi che hanno fama (e fame) di commensali esigenti. Gli americani sono al primo posto fra gli estimatori dei piatti del Belpaese e sloggiano i russi. Tutti d’accordo infine, italiani e stranieri, a incoronare la cucina umbra come la più golosa del 2018.

Tachis, il Leonardo dei vini

È considerato il padre nobile del Rinascimento enologico italiano, il Leonardo da Vinci dei vini non solo toscani. Giacomo Tachis (1933- 2016) era un uomo di personalità e cultura vastissime, capace di mettere in discussione le tradizioni e le convenzioni vitivinicole, di investire in tecnica, conoscenza e sperimentazione. A lui sono legati grandi vini come il Sassicaia, il Tignanello, il Terre Brune, il Turriga, il Pelago e il San Leonardo. Vini da tavola che escono dai disciplinari di produzione e si meritano l’appellativo di Supertuscans, in grado di competere coi pregiati francesi.

Giudizi che fanno business

Tutte sono valide, utili e ben fatte ma alla fine, che conta davvero, è la Guida Michelin. Lo affermano alcuni nomi-top della ristorazione italiana intervistati da Wine News secondo cui la guida dell’omino di gomma, nata in Francia nel 1900 da un’idea dei fratelli André ed Edouard Michelin fondatori dell’azienda di pneumatici, è quella che fa più al caso loro. Grazie agli assaggiatori che viaggiano in tutto il pianeta con una forte capacità di giudizio e ricchezza di paragone, la Michelin “proietta i ristoranti in una dimensione internazionale e in un segmento di turismo di alto livello, fatto di gourmand con alta capacità di spesa”. Insomma, sarebbe la guida che più “fa crescere gli affari in maniera concreta”.

Viticoltura eroica

Paese che vai, usanze e definizioni che trovi. In Liguria, in Valtellina, sulla costiere amalfitana e sui crinali dell’isola di Pantelleria è
soprannominata viticoltura eroica, appollaiata sui terrazzamenti inerpicati a strapiombo sul mare e contenuti dentro i muretti a secco. Nel Veneto queste piccole barriere di sassi si chiamano marogne, nel Varesotto i terrazzamenti prendono il nome di ronchi. I muretti a secco sono un elemento distintivo dei paesaggi rurali, non solo in Italia ma anche in Francia, Grecia, Spagna, Svizzera, Slovenia, Cipro e Croazia. Tanto che l’arte rurale dei muretti a secco, the dry stone walling, è stata dichiarata patrimonio dell’umanità.

Marchionne e il Brunello di Montalcino

MONTALCINO – Sergio Marchionne, la Ferrari e il Brunello di Montalcino, tre simboli del made in Italy. Ad accomunarli è la figura di Louis Camilleri, 63 anni, nuovo amministratore delegato dell’azienda di Maranello dopo la scomparsa del “mago” che ha guidato il rinnovamento della Fiat. Camilleri, già al vertice dei colossi Kraft Food e Philip Morris, è proprietario della Tenuta Giardinello a Montalcino e produce il celebre vino rosso con la compagna Natalie Oliveros, ex regina del porno con il nome d’arte di Savanna Samson, che a sua volta ha acquistato la cantina La Fiorita dopo la carriera a luci rosse.

Italiana una bottiglia su tre in Russia

MOSCA – Una bottiglia straniera su tre in Russia è made in Italy. Dopo un 2017 positivo, il vino italiano con la sua ampia offerta va forte anche nel 2018. Secondo i dati delle dogane russe elaborati dall’Ice, l’istituto del commercio estero, tra gennaio ed aprile 2018 le importazioni hanno toccato 61 milioni di euro, +4,5% sul 2017. La Russia è grande cinquantotto volte l’Italia, ha sedici città oltre il milione di abitanti ed ospita due prestigiose rassegne vinicole, il World Food e Vinitaly Russia.

Abbasso la globalizzazione

PARIGI – I bistrot parigini diventeranno patrimonio mondiale dell’umanità sotto l’egida dell’Unesco? Così la Francia pensa di difendere dalla spietata concorrenza dei fast-food e dalle catene di caffetterie i tipici locali parigini che hanno ospitato schiere di artisti e filosofi, da Auguste Renoir a Jean Paul Sartre.

Un brindisi su Marte

ATLANTA – Un gruppo di ricercatori della Georgia sta studiando se sia possibile allevare la vite e produrre il vino in condizioni simili a quelle che si trovano su Marte. Il progetto IX Millennium è sollecitato dalla Nasa, l’agenzia governativa responsabile del programma spaziale degli Stati Uniti che invita i governi e gli studiosi di tutto il mondo a immaginare, promuovere e incoraggiare idee per quando l’uomo potrà vivere sul pianeta rosso.

L’uva, le leggi e il clima

ROMA – Adattare le norme alle mutate condizioni ambientali. Lo chiede Assoenologi al ministro delle politiche agricole Gian Marco Centinaio affinché modifichi il Testo Unico della vite e del vino. Il clima è diventato molto variabile, sostengono gli enologi, così come le condizioni atmosferiche delle varie zone vitivinicole italiane. Dunque è necessario superare le gabbie burocratiche laddove dispongono che  “il periodo entro il quale è consentito raccogliere le uve ed effettuare le fermentazioni e le rifermentazioni dei prodotti vitivinicoli è fissato dal 1 agosto al 31 dicembre di ogni anno”.

Dal vetro all’oro

FIRENZE – Altro che vetro! Alla rassegna artistica Summer Art 2018 della Fondazione Mazzoleni, un gruppo di artigiani orafi fiorentini ha presentato una bottiglia d’oro zecchino all’interno e d’argento puro all’esterno. Secondo gli studi del professor Salvatore Valenti, i metalli nobili darebbero al vino una maggiore stabilità nell’ossidazione e arricchirebbero il gusto.

Il consumo di caffè protegge la salute?

WASHINGTON – Il consumo quotidiano di caffè esercita un effetto protettivo sulla salute dell’uomo? Se lo è chiesto il National Cancer Institute di Bethesda, non lontano da Washington, che ha condotto un’indagine su un campione di mezzo milione di uomini e donne britannici di età media intorno ai 57 anni, monitorato per un decennio da UK Biobank. L’analisi dell’istituto statunitense che studia la prevenzione, la diagnosi e il trattamento del cancro, ha tenuto conto dell’età dei soggetti, dell’etnia, del peso corporeo, dell’attività fisica, del livello di istruzione, del consumo di alcolici, dell’eventuale abitudine al fumo presente o pregressa e naturalmente dell’assunzione di caffè. Lo studio confermerebbe i benefici bevendo almeno una tazza al giorno.

Ducasse via dalla Tour Eiffel

PARIGI – Scaduta la licenza per la sua gestione, il grande chef francese Alain Ducasse rischia di essere “sfrattato” dal ristorante Le Jules Verne al secondo piano della Tour Eiffel dove si esibisce ai fornelli da ormai dieci anni. Il concorso per la nuova gestione del locale dove cenarono Trump e Macron ammirando una delle più belle viste al mondo, sarebbe favorevole ai colleghi Thierry Marx e Frederic Anton, ma Ducasse ha fatto ricorso. La decisione coinvolge anche il Comune di Parigi.

Aria pulita al refettorio

MILANO – L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci ha bisogno di aria pulita e fornirgliela costa un sacco di soldi. Già, perché per tutelare il fragile capolavoro dai danni ambientali provocati dai visitatori (che purtroppo sono abituati a respirare!) occorre “arieggiare” ogni giorno il refettorio della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano – che lo ospita dal 1498 – con 3500 metri cubi di ossigeno. La cura però è insufficiente e il ministero dei Beni Culturali ha predisposto un piano d’intervento pubblico-privato che prevede lo stanziamento di 1,2 milioni di euro in tre anni per alzare la quota di aria pulita a diecimila metri cubi giornalieri. Eataly, la catena di punti vendita alimentari di Oscar Farinetti, ha promesso di partecipare con un milione di euro.

Nobiltà del Barolo

BAROLO – Tra i personaggi che hanno fatto grande il Barolo, con Cavour e Vittorio Emanuele II, con il generale Staglieno e l’enologo Oudart, c’è la nobile Giulia Falletti di Barolo, all’anagrafe Juliette Colbert, francese, convolata a nozze nel 1807 con il marchese di Barolo Carlo Tancredi Falletti. Fu lei a nobilitare il re dei rossi piemontesi inviando al re Carlo Alberto a Torino una maxi-fornitura di 325 carri di vino, uno per ogni giorno dell’anno, esclusa la Quaresima. Così fece conoscere a corte quello che sarebbe diventato il rosso dei Savoia. La marchesa, che ospitò nel castello di Barolo Silvio Pellico reduce dallo Spielberg, è stata ricordata il 26 aprile 2017 con una degustazione (1980-2010) delle pregiate bottiglie Marchesi di Barolo.

La Freisa e Martin Lutero

TORINO – É uno dei vitigni più antichi dell’Italia settentrionale (Piemonte, Lombardia e Veneto) e lo può dimostrare. La storia documentata della Freisa comincia infatti con una bolla doganale emessa dal Comune di Pancalieri vicino a Torino nel lontano 1517, l’anno in cui il monaco agostiniano Martin Lutero affiggeva le novantacinque tesi al portone della chiesa del castello di Wittenberg dando inizio alla Riforma protestante. Diceva testualmente la bolla di Pancalieri: “…pro qualibet carrata fresearorum solidum unum, denarios sex”.

Usa, addio al primato del vino italiano?

Quello che molti temevano sembra tradursi in realtà. La locomotiva del vino italiano, in Usa, rallenta, frenata dalle incertezze che ancora avvolgono i fondi destinati alla promozione e dalla svolta protezionista annunciata, ancora non attuata, dal presidente Trump. Ma nel frattempo le spedizioni di vino francese in terra americana continuano a correre e, dopo sedici anni di dominio, il primato tricolore rischia di diventare un ricordo. Secondo l’Osservatorio di Business Strategies, nei primi otto mesi del 2017 il Belpaese chiude con un valore di 1,099 miliardi, con i francesi a 1,091 miliardi di euro, con quote di mercato rispettivamente del 31,5% e 31,3%.

Dimmi che tappo usi e ti dirò chi sei

Il sughero resta la chiusura più utilizzata per il vino (chiude il 60% delle bottiglie nel mondo) e amata dagli appassionati. Che, però, sono aperti anche al tappo a vite e neutrali verso il sintetico. Lo dice un sondaggio di Wine Intelligence. Favorevoli al sughero il 41% dei consumatori Uk, il 61% di quelli Usa, il 37% di quelli australiani, il 60% dei tedeschi ed il 61% dei cinesi. Per il tappo a vite il massimo del gradimento è in Australia (45%), poi Uk (40%), Usa (31%), Germania (27%) e Cina (23%). Sui tappi sintetici ci sono più contrari che favorevoli in Uk, Australia e Germania, mentre è il contrario in Cina e Usa.

La vendemmia 2017 è scarsa (Assoenologi)

In base alle stime di Assoenologi la vendemmia 2017 è una delle più scarse da sessant’anni ad oggi, con appena 41,1 milioni di ettolitri prodotti, -24% sul 2016 (54,1 milioni di ettolitri, dati Istat). Tra le Regioni, la più produttiva dovrebbe rimanere il Veneto con 8,6 milioni di ettolitri (-15% sul 2016), seguita dalla Puglia a 6,7 (-30%) e dall’Emilia Romagna con 6,2 (-20%). Malissimo in quantità anche la Sicilia, con 3,9 milioni di ettolitri (-35%), contenuto il calo in Piemonte (-15%) a 2,16 milioni di ettolitri stimati, riduzione più marcata in Toscana (-30%), a 2,11 milioni di ettolitri. In Friuli Venezia Giulia il calo è stimato nel -15%, con una produzione prevista di 1,57 milioni di ettolitri, mentre Lazio e Umbria crollano del -40%, con 1,36 milioni di ettolitri di vino stimati. A seguire c’è la Campania, unica Regione con il segno positivo (+5%) dopo la difficile vendemmia 2016, che dovrebbe produrre 1,35 milioni di ettolitri. Ipotesi poco sopra il milione di ettolitri per Lombardia (1,1, -25%) e Trentino Alto Adige (1,09, -10%), e ancora diminuzioni decise nelle Marche (-25%), che vanno verso i 710.000 ettolitri, e in Sardegna (-20%), a quota 640.000 ettolitri. Stimata complessivamente in 740.000 ettolitri (-30%), la produzione di Valle d’Aosta, Liguria, Molise, Basilicata e Calabria.

Tripdvisor, che bello mangiare in Italia!

Se le esperienze enogastronomiche sono quelle che crescono di più tra i turisti del mondo (+61% nel 2017 sul 2016), non poteva che essere l’Italia, con la sua ricchezza di vini, prodotti tipici e cucine, la meta prediletta. Lo dice TripAdvisor. Roma e Firenze sono, a livello mondiale, le città più gettonate per i tour gastronomici, seguite da Parigi e Barcellona, New Orleans, New York, Venezia, Madrid, Tokyo e Bangkok. La classifica italiana, invece, dietro alle prime tre città del Belpaese, vede nell’ordine Sorrento, Bologna, Napoli, Milano, Taormina, Palermo e Verona.

Paperacciuolo, lo chef dei fumetti.

Forse vale più di una stella Michelin. E’ l’onore toccato allo chef Antonino Cannavacciuolo che compare sul numero di Topolino in edicola il 25 aprile nei panni di Paperacciuolo, disegnato dalla matita di Giorgio Cavazzano. Coprotagonista è Ciccio, l’aiutante di Nonna Papera, nell’episodio “Agente Segreto Ciccio – Uno Chef da Sogno”.

Il futuro del vino italiano secondo Nomisma.

Il successo commerciale del vino nei prossimi cinque anni sarà determinato in buona parte dai prodotti a marchio green (bio o sostenibili), vera leva del mercato di domani secondo un sondaggio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor presso i manager di dodici tra i principali gruppi vitivinicoli del Paese (circa 2 miliardi di euro il fatturato complessivo), chiamati a dare un’opinione sui trend a breve termine del mercato del vino nei sei mercati top di Usa, Regno Unito, Cina, Germania, Giappone e Russia.

Secondo i capitani d’impresa intervistati, saranno soprattutto i prodotti biologici e quelli premium gli artefici del successo del vino mondiale. Con la tendenza-green predominante nei mercati storici(Germania, Usa, Regno Unito e Giappone), e la fascia premium (oltre i 20 dollari a bottiglia) che contagerà ulteriormente gli Usa e gli emergenti Russia e Cina. Buon sentiment anche sugli autoctoni, indicati trend del futuro specialmente in Giappone e in seconda battuta in Russia e Stati Uniti, mentre – a sorpresa – è previsto un ritorno di fiamma per i rossi fermi, la seconda tipologia più promettente dietro agli immancabili sparkling. L’Italia, per le dodici aziende top player, se la caverà piuttosto bene e riuscirà ad accrescere le proprie quote di mercato specialmente in Russia e nei due principali buyer dell’Estremo Oriente, con una buona ripresa delle vendite pure nella vecchia Germania. Timide le aspettative su un incremento delle quote di mercato italiane negli Stati Uniti (sebbene siano indicati in  crescita anche nel prossimo lustro), dove ad approfittarne saranno invece i produttori francesi oltre a quelli di casa; mentre in Cina,dopo l’Australia che crescerà più di tutti, anche il Cile e l’Italia approfitteranno del rallentamento dello storico market leader, la Francia.

In Gran Bretagna saranno ancora i francesi a comandare, mentre i vini del Belpaese si faranno largo assieme a quelli neozelandesi, che sfrutteranno l’effetto della Brexit. Inoltre, un’attenzione particolare è riservata ai prodotti di origine locale: in un vigneto sempre più globale questi saranno tra i primi ad approfittare un po’ ovunque della febbre da vino, prendendo sempre più piede specie tra i consumatori tedeschi e statunitensi.

Per il vino made in Italy, previsto un segno meno a valore nel Regno Unito, dei passi avanti negli Usa, in Germania e nel Paese del Sol levante, mentre sarà deciso l’aumento a Mosca e Pechino. Infine, secondo il sondaggio Vinitaly-Nomisma Wine monitor realizzato pochi giorni fa nell’ambito dello studio “Il futuro dei mercati, i mercati del futuro”, la previsione sulle performance delle principali denominazioni italiane premia come il solito Prosecco indicato come il vino a maggiore prospettiva di mercato un po’ ovunque, eccetto in Cina. Con qualche eccezione: il Pinot grigio negli Usa, il Primitivo in Germania, l’Amarone in Cina.