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La terapia anticoagulante (TAO) per le flebotrombosi e la prevenzione nelle malattie emboligene

La terapia anticoagulante orale è indicata in tutte quelle condizioni patologiche nelle quali esiste il rischio di tromboembolia, cioè quando esiste la possibilità che un trombo, soprattutto venoso, possa occludere una arteria importante, causando problemi molto gravi.

Esistono infatti alcune patologie che possono creare una maggior incidenza di formazione di coaguli di sangue che staccandosi possono seguire il circolo sanguigno e poi arrivare ad occludere acutamente un vaso periferico.

Altre volte esiste il rischio che una arteria si occluda.

Altre volte preveniamo il rischio di trombosi dopo aver inserito nell’organismo materiali estranei, come protesi o by pass.

In particolare ricordo la Fibrillazione atriale, tutte le patologie del ritmo cardiaco, le flebiti soprattutto di vene profonde, o in qualsiasi distretto corporeo.

Ma moltissime operazioni, soprattutto sulle valvole cardiache possono aumentare il rischio di formazione di trombi e quindi essere una indicazione alla TAO, acronimo che significa:

Terapia Anticoagulante Orale.

COME FUNZIONA LA TAO?

La tao, che non va confusa con la terapia antiaggregante piastrinica, aumenta il tempo di coagulazione del sangue.

In pratica il sangue coagula molto meno, anzi, per la precisione, ci mette molto più tempo. In questo modo la possibile formazione di trombi, la possibilità di coagulare, è molto ridotta. In questo modo si abbassa il rischio emboligeno.

A fronte di questa scoagulazione, comunque, il rischio di emorragia, normalmente, è molto basso, minimo.

QUALI SONO I FARMACI CHE SONO DETTI ANTICOAGULANTI ORALI?

Sono due i farmaci autorizzati in Italia:

il Sintrom da 4 mg e da 1 mg (acenocumarolo)

il Coumadin 5 mg (warfarin)

Questi farmaci, acquistabili in farmacia con il Sistema Sanitario Nazionale, agiscono in modo strettamente individuale. Infatti ogni paziente necessita di un dosaggio assolutamente personalizzato, come spesso succede con i farmaci. Per questo motivo, i pazienti devono assumere i medicinali in stretto contatto col loro medico curante, che deve essere esperto conoscitore di questi meccanismi farmacologici.
I farmaci possono essere assunti una volta al giorno, meglio lontano dal pasto, nel tardo pomeriggio.

COME CONTROLLIAMO CHE I FARMACI FUNZIONINO?

L’azione di questi due farmaci, si misura con estrema precisione tramite due esami del sangue: la percentuale di Attività di Protrombina (%AP) e l’INR (Rapporto Internazionale Normalizzato).

In pratica più assumiamo medicinale più la percentuale di Protrombina si riduce ed aumenta invece il Rapporto INR.

La percentuale di protrombina migliore nei pazienti in terapia deve rimanere tra il 25 ed il 35%.

L’INR migliore, invece, nei pazienti in terapia anticoagulante deve essere tra il 2 ed il 3.

Bisogna sottolineare, comunque, che in alcune patologie la scoagulazione può essere maggiore, per la richiesta di una maggiore prevenzione, mentre in altre patologie può essere minore. Ad esempio, nella prevenzione dopo impianto di protesi cardiache e dopo infarto del miocardio l’INR deve mantenersi tra 3 e 4, anche 4,5.

Invece dopo flebiti, embolia polmonare poco sintomatica o Fibrillazione Atriale, l’INR può mantenersi tra 2 e 3.

Comunque, fate riferimento sempre al vostro medico curante, che saprà consigliarvi per il meglio.

L’esame va ripetuto nei primi tempi anche settimanalmente, mentre quando il risultato si stabilizza, può essere ripetuto anche mensilmente. Ma non pensate una volta stabilizzato di non farlo più: infatti, a volte, può alterarsi anche bruscamente, per cambi stagionali, per malattie intercorrenti o per farmaci che nel frattempo assumiamo. Quindi, ogni tanto, a mio parere almeno mensilmente, l’INR va controllato.

Infine è meglio controllare l’INR e la %AP in un centro autorizzato che rimanga uguale nel tempo. Infatti piccole differenze possono essere presenti tra un laboratorio ed un altro.

QUALI AVVERTENZE DEVO RISPETTARE DURANTE LA TERAPIA ANTICOAGULANTE?

Alimentazione:

nessun alimento deve essere considerato proibito. Quindi una dieta sempre variata ci preserva da qualsiasi rischio. Comunque alcuni alimenti è meglio non siano assunti eccessivamente, in particolare:

– prezzemolo
– verze
– broccoli
– spinaci
– cavoli in genere
– lattuga e verdure a foglia verde
– asparagi, lenticchie e piselli (non vanno assunti in quantità eccessive)

Ma come vi ho detto non fasciatevi la testa. Semplicemente non assumetene troppe.

Attenzione anche alle tisane ed agli infusi che alle volte possono interferire con questa terapia.

Ricordate anche che va limitata assolutamente la quantità di alcol, soprattutto superalcolici. Un bicchiere di vino a pasto è concesso, sempre se è buono!

FARMACI:

Moltissimi farmaci interferiscono con la coagulazione e possono aumentare e diminuire l’INR.

Ricordo in particolare le aspirine ed i farmaci antiinfiammatori che possono aumentare la scoagulazione del sangue. Comunque in ogni caso avvertite sempre il medico che vi sta dando una terapia nuova che siete in Terapia Anticoagulante Orale, e ricordatelo anche al vostro medico, anche se vi cura da cent’anni: anche lui invecchia e può dimenticarsi.

Personalmente, inoltre, eseguo sempre una protezione gastrica con pantoprazolo, che lo ricordo, è l’unico protettore gastrico che non ha interferenze di rilievo con la coagulazione del sangue e con i farmaci anticoagulanti orali.

MALATTIE INTERCORRENTI:

Non succede nulla! Solo attenzione che l’INR può variare. Quindi controllatelo con maggiore frequenza.
Eseguite sempre la Vaccinazione Antiinfluenzale e ricordatevi di fare prevenzione per evitare malattie stagionali.

Un consiglio finale?

Sappiate che siete fortunati, perchè vivete in un’epoca nella quale avete terapie così avanzate a vostra disposizione. Seguite con fiducia i consigli del vostro medico e compilate con attenzione la scheda posologica per non commettere errori che potrebbero esporvi a rischi inutili.