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Aggiornamento per il trattamento delle adiposità localizzate e della cellulite:

La fosfatidilcolina. Luci e ombre!

Dr. Redaelli Alessio mail@docredaelli.com

Il trattamento di riduzione delle adiposità localizzate, quali pancetta, doppio mento, fianchi, e dorso e di aree di cellulite classiche come le tipiche coulotte de cheval, hanno trovato nella fosfatidilcolina un innovativo farmaco che ne permette la riduzione in moltissimi soggetti.

La fosfatidilcolina è un fosfolipide in grado di ridurre il volume delle cellule adipose con le quali viene a contatto. Viene iniettata con una metodica particolare detta “INTRALIPOTERAPIA”, a livello delle aree da trattare, profondamente nel tessuto sottocutaneo.
Si usano aghi particolarmente sottili e molto lunghi, che arrivano direttamente nel sottocutaneo.

I rischi sono praticamente inesistenti (ad eccezione della solita allergia).

Infatti la fosfatidilcolina veniva usata sino a qualche tempo fa unicamente nella cura delle embolie grassose, che a volte capitano dopo grandi traumi: il grasso entra in una vena e diviene un embolo che occlude il vaso.

La fosfatidilcolina, in questi casi, veniva iniettata in vena in altissimi dosaggi, per sciogliere l’embolo di grasso.

Inoltre ha una ottima azione anticolesterolo e disintossicante.

Quindi, in via di principio, non può che fare bene all’organismo anche in questo senso.

il trattamento richiede lo stesso tempo di una comune mesoterapia, viene fatto assolutamente in ambulatorio, e immediatamente dopo, il paziente può riprendere le sue normali attività, esattamente come succedeva con la mesoterapia. In verità la fosfatidilcolina provoca in molti pazienti una sorta di infiammazione locale e un poco di gonfiore. Ma sono sempre effetti passeggeri e di scarso impatto.

Che cosa è la “Fosfatidilcolina”?

E’ uno dei fosfolipidi più abbondanti nei tessuti umani, ed è costituente principale delle membrane cellulari.

entra a far parte della composizione della lecitina insiema al fosfatidilinositolo.

E’ utilizzata anche in campo cosmetico per la sua capacità di legare l’acqua, ed è una molecola molto interessante quale carrier di altri principi attivi, promuovendone la penetrazione cutanea.

E’ inoltre un emulsionante dei grassi e ne favorisce quindi la dispersione come energia. Questo ultimo aspetto, probabilmente, è il vero meccanismo di azione.
Infatti nella composizione troviamo anche il sodio desossicolato. Verosimilmente quest’ultimo provoca la rottura delle cellule adipose, e la fosfatidilcolina ne provoca il riassorbimento.
Studi sono stati fatti sulle singlo sostanze, che non hanno il medesimo risultati.
Da questo si capisce quanto importante sia la formula di preparazione, e la ditta farmaceutica che produce il medicinale. A volte mi capita di sentir dire ai pazienti che hanno già provato il medicinalke, ma hanno avuto scarsi risultati.
Potrebbe trattarsi di questo motivo: la formulazione utilizza un cocktail non perfetto, o la fosfatidilcolina ustata non è quella giusta, queslla dell originale formula di Netterman.

Come avviene il trattamento?

Il paziente viene trattato in ambulatorio, e la fosfatidilcolina viene iniettata pura a livello delle zone che si sono decise.
Non tutti i colleghi fanno in questo modo, ma alcuni la diluiscono con fisiologica o glucosata, altri aggiungono altre sostanze.
Io, insieme a molti altri utilizzatori, preferiamo l’uso puro.

Prima di tutto, si studia il paziente in piedi, per valutare bene le zone da trattare. Spesso, queste zone possono essere disegnate con una matita da trucco, per maggior precisione

Il paziente poi viene sdraiato, e, mediante aghi di appropriata lunghezza, in media 10,12 cm x 27G si procede all’iniezione.

Quindi, per ogni zona, si procede ad un solo buco, e tramite questo, alla distribuzione del principio attivo.

Vengono trattate di norma due zone speculari per volta, ma a volte anche di più a seconda delle singole esigenze.
Non bisogna mai superare 1 fiala ogni 15 kg di peso, ma personalmente non inietto mai più di tre fl complessivamente per seduta.

Le sedute vengono di norma distanziate di circa un mese una dall’altra.

Alcuni autori affermano che bastano poche sedute, in media 4-5 sedute, ma nella mia esperienza i risultati migliori si ottengono con qualche seduta in più.
Anche se comunque il risultato è variabile da paziente a paziente, ed a volte possono essere necessarie anche meno sedute.

Inoltre, a mio parere, esistono pazienti non responders, che non rispondono al trattamento, anche se in numero limitato.

Il trattamento è molto veloce, ed in media possono bastare una quindicina di minuti per terminare la seduta. Dopo l’applicazione di una eventuale crema lenitiva, il paziente può lasciare lo studio e tornare immediatamente alle sue normali attività.

E’ frequente una sensazione dolorosa per una mezzoretta, ed una sensazione di bruciore per 1 ora.

Inoltre si verifica quasi subito un netto gonfiore che perdura per 1-2 giorni.
Anche gli ematomi sono possibili, anche se meno che con la mesoterapia.

Quali sono le indicazioni migliori?

A mio parere, le indicazioni migliori si possono riassumere in tutte le adiposità localizzate.

Quindi risposndono molto bene le pancette, i fianchi, le braccia, il doppio mento e le borse palpebrali.

Ovunque si trovi il grasso.

Ma sono sempre più frequenti i riscontri in letteratura che confermano risultati positivi anche nella cellulite, quindi sulle gambe, coulotte de cheval, ginocchia e così via.

Da sottolineare che il primo lavoro uscito sulla fosfatidilcolina riguardava la sua applicazione per le borse palpebrali ed era stato scritto da una dottoressa brasiliana (Patricia Rittes) che riportava risultati veramente interessanti.

(The Use of Phosphatidylcholine for Correction of Lower Lid Bulging Due to Prominent Fat Pads
Patrícia Guedes Rittes, MD
Clínica Patrícia Rittes, São Paulo, Brazil (Presented at the 54th Brazilian Dermatology Congress, Belo Horizonte, Brazil, September 1999)

Secondo alcuni autori potrebbe addirttura arrivare a sostituire l’intervento di lipoaspirazione!

A mio parere, non arriva a sostituire l’intervento chirurgico, ma è sicuramente un trattamento coadiuvante sia per il mantenimento dei risultati che per il trattamento dei casi di minore entità.
Inoltre può anche trovare discreta indicazione nei casi di irregolarietà post intervento, per uniformare il tessuto.

Possono esserci effetti collaterali?

In letteratura non sono riferiti effetti collaterali di rilievo, ed io personalmente non ho mai avuto problemi particolari.

L’unico problema che si presenta con una certa regolarietà, ma non sempre, è questo leggero gonfiore e modesta irritazione della parte trattata che dura di norma 1 o 2 giorni.

Il trattamento di per se è assolutamente atraumatico.

Inoltre non viene fatta una prova allergica, in quanto il farmaco non risulta essere particolarmente allergizzante.

Comunque, al primo incontro, l’anamnesi che va sempre fatta, chiarirà se un paziente è partiucolarmente allergico, ed in questi casi, il primo trattamento sarà sicuramente prudenziale.

Alessio Redaelli, 2008