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Non esiste periodo migliore per ringiovanire la pelle con un metodo antico, ma sempre molto attuale: i peeling. Si tratta di una metodologia molto conosciuta che se ben condotta può avere risultati assai migliori di metodi molto più moderni come ad esempio i laser ma con rischi assai ridotti. Vi spiego in breve un poco di storia e come funzionano!
Definizione:
E’ una abrasione dell’epidermide o del derma fatta con mezzi chimici, in genere acidi forti, o fisici come il freddo o di una sorgente di laser o radiofrequenza.
Possono essere superficiali, per “pelare solo l’epidermide, medi, per arrivare un poco più profondamente e profondi per essere molto incisivi nel ringiovanimento, ma con possibili effetti collaterali importanti ed un tempo di guarigione molto lungo!
Un po di storia….
I peeling intesi come trattamento della pelle per migliorarne l’aspetto, per curarla profondamente o per semplice maggiore pulizia, sono conosciuti sin dall’antichità.
Già nell’antico Egitto era nota la cura della pelle mediante sostanze esfolianti, tendenzialmente blandamente acide che donavano una pelle più levigata: polveri di fiori e piante macinate, succhi di agrumi come arance e limoni, ma anche il latte erano di largo consumo. Cleopatra usava bagnarsi nel latte di asina.
Nel tardo medioevo, esistevano professioniste che a domicilio eseguivano peeling e si occupavano ad esempio anche della depilazione delle sopracciglia che dovevano essere…alte, sottili e ben curate! Esistevano testi ove si raccontava di sostanze atte a “lavar via ogni macchia”.
In epoca più moderna, per arrivare alle origini del moderno trattamento medico, dobbiamo risalire alla fine dell’Ottocento, quando un Dermatologo Tedesco, il Dr. Unna iniziò il trattamento moderno mediante svariati tipi di peeling, in particolare con resorcina ed acido salicilico, ma anche con peeling più profondi come fenolo e acido tricloroacetico, tutti peeling di uso comunissimo ancora oggi.
In particolare il peeling al fenolo fu ampiamente studiato e sperimentato da numerosi dermatologi e chirurghi plastici come l’inglese Mac Kee, o come La Gassè che affinò la tecnica occlusiva dopo peeling al fenolo.
Ma è negli anni 70 ed 80 che il peeling al tricloroacetico, all’acido salicilico o all’acido lattico acquistano sempre più notorietà, ma soprattutto il capostipite degli alfa idrossi acidi, l’acido glicolico, inizia ad essere utilizzato su larga scala.
Si devono al Dr Scott, americano, numerosi lavori inerenti ai peeling leggeri con le loro miracolose applicazioni.

Dove e come agiscono i peeling?
La pelle è un organo estremamente complesso, forse il più complesso di tutto l’organismo, ed ha svariate funzioni, tra le quali quella principale è di barriera con gli elementi esterni al corpo umano. E’ sicuramente l’organo più rappresentato nel cervello edè anche uno dei più importanti organi sessuali: basti pensare al rossore da imbarazzo o da desiderio ed all’odore che emana che condiziona largamente le nostre emozioni.
È costituita da tre strati fondamentali, l’epidermide, il derma ed il sottocute.
Inoltre bisogna ricordare gli annessi cutanei che col passare dell’età tendono inevitabilmente alla diminuzione ed alla riduzione della funzione.
Le cellule della pelle nascono negli strati profondi e man mano diventano più superficiali e cheratinizzate, dure, fino a che si staccano dallo strato cutaneo superficiale.
Il ciclo completo dura circa 25-30 gg. Più si invecchia e più queste cellule cumulano e danno ispessimenti, macchie e così via.
Inoltre vi sono svariati tipi di pelle, soprattutto in base al suo colore. Questo risulterà importantissimo nella selezione del paziente e nelle indicazioni che ogni peeling inevitabilmente ha.
I peeling hanno svariati scopi: prima di tutto accelerano questo turnover, questo ricambio cellulare. Inoltre rimuovono cellule morte e deteriorate, ed è per questo che alcuni peeling sono particolarmente attivi sulle macchie cutanee.
Infine hanno anche una azione infiammatoria che stimola, secondo meccanismi ancora non conosciuti perfettamente, la produzione di collagene: la pelle trattata con i peeling dopo un certo tempo dalla applicazione si rileva più turgida e più tonica. Sono quindi basilari in ogni trattamento di rivitalizzazione cutanea.
Ovviamente, questi meccanismi di azione non sono sempre tutti presenti contemporaneamente nei vari tipi di peeling: alcuni hanno maggiore azione schiarente, altri maggiore azione sulla produzione di collagene e così via.
Sono inoltre possibili effetti collaterali, a volte importanti, per lo più passeggeri ma raramente anche definitivi. Tra questi le iper e le ipopigmentazioni sono tra i più temuti.
Ovviamente più un peeling è profondo e aggressivo, più l’indicazione ed il paziente devono essere rigorosi, in quanto le complicanze sono più frequenti.
A mio parere, se possibile, è sempre meglio preferire un peeling non molto invasivo, ripetuto più volte, piuttosto che un peeling molto aggressivo fatto una sola volta.
Indicazioni dei peeling:
I peeling, dunque, sono indicati particolarmente per il ringiovanimento della cute, quando si iniziano a vedere i primi segni di cheratosi e di invecchiamento cutaneo.
Un altro grande capitolo è rappresentato dalle discromie cutanee, le macchie, soprattutto quelle dovute all’età.
Anche alcune malattie cutanee possono beneficiare in modo assai importante dei peeling ed in particolare l’acne volgare ed i suoi esiti, la rosacea e la dermatite seborroica.
Alcuni colleghi usano i peeling anche per le smagliature, ma a mio parere in questo caso, fanno poco.
Vari tipi di peeling:
I peeling possono arrivare a diverse profondità della pelle e quindi una prima classificazione è in base alla profondità di azione: (famoso è il Dr. Rubin che per primo la propose)

Peeling preparatori, molto superficiali, per la pulizia profonda della cute quasi sempre prima di un altro trattamento.
Peeling superficiali: crea una lesione dello strato più superficiale dell’epidermide sino allo strato basale.
Peeling medi: arriva più profondamente di solito non oltre il derma papillare
Peeling profondi: che comportano necrosi di tutta l’epidermide, del derma papillare per arrivare sino al derma reticolare.
Peeling superficiali:
alfa e beta idrossiacidi (in generale)
Maschera all’acido retinoico 5 – 10%
Acido glicolico 30 – 50%
Ac. Salicilico
Ac. Mandelico
Sol. Di Jessner (da 1 a 7 strati)
Ac. Tricloroacetico 10 – 15%
Combinazioni di più peelings
Peeling medi:
Ac Tricloroacetico 25 – 35%
Combinazioni di più peelings in particolare con il TCA
Peeling profondi:
Ac.Tricloroacetico 35%
Fenolo(Molding Mask)
Xeroderm (sempre a base di fenolo)
Quali peeling preferisco?dai più deboli ai più forti….
Maschera alla tretinoina:
Si tratta di un gel che si stende sul viso e vi viene lasciato sino all’essiccamento completo (circa mezz’ora). Prevede concentrazioni variabili dal 2-3% sino al 10, anche 15%.
Contiene lo stesso principio attivo di alcune creme molto in voga qualche anno fa, che avevano concentrazioni molto inferiori(da 0,01 allo 0,05%) ed erano indicate per acne ed invecchiamento cutaneo.
Avevano il problema che andavano applicate per molto tempo, mesi, ed assai spesso dopo un po’ subentrava una reazione infiammatoria che obbligava all’interruzione.
Con la maschera questo problema è stato superato ed inoltre i tempi per vedere buoni risultati si sono di gran lunga ridotti.
E’ tra quei peeling cosiddetti socializzanti, in quanto provoca una desquamazione forforacea, non provoca di norma eritema e permette una ripresa immediata dell’attività lavorativa.
E’ veramente ottima per ridare lucentezza e turgore alla pelle, e come coadiuvante per le macchie cutanee.
Non è invece indicata per le rughe in quanto troppo delicata.
Unica vera controindicazione assoluta la gravidanza.
Soluzione di Jessner:
Si tratta di una soluzione in etanolo di 3 acidi:
Ac. Salicilico
Ac. Lattico
Resorcinolo
Viene steso sul viso in strati successivi da 1 sino a 6, anche 7 strati.
In questo modo è possibile gestirne la penetrazione, passando da un peeling superficiale sino ad un peeling più profondo, anche se è difficilissimo che arrivi oltre la lamina basale dell’epidermide.
Si tratta di un peeling che personalmente amo moltissimo:
è molto efficace nel ringiovanimento cutaneo, dando una luminosità alla pelle che difficilmente altri peeling possono dare.
È molto efficace sulle macchie, anche quelle piuttosto profonde, permettendo di ottenere, con peeling ripetuti, dei risultati sovrapponibili a peeling molto più invasivi, ma con una percentuale di complicazioni enormemente inferiore
Può essere usato anche per il collo ed il decolleté senza tema di reazioni esagerate.
Può essere usato con successo anche sulle mani aumentando un poco i passaggi.
Insomma, è un peeling molto duttile, senza grossolani effetti collaterali e senza controindicazioni importanti. Bisogna stare attenti nei pazienti allergici all’ac. Acetilsalicilico, anche se non sono riferite reazioni di rilievo.
Può essere eseguito una volta al mese per cicli di 3-4 sedute ogni anno.
Può infine essere associato a peeling più invasivi, come in particolare l’Acido tricloroacetico come peeling preparatorio.
Di norma provoca una desquamazione che inizia dal 2-3 giorno e si protrae per una decina di giorni. E’ assai spesso visibile anche se mai deturpante. È possibile però che gli amici chiedano cosa sia successo, ma non vi sono croste e lesioni di qualsiasi genere. Di solito non residuano rossori e, con un poco di trucco si è presentabili da subito. Lo metterei ancora tra i peeling socializzanti.

 

Acido tricloroacetico:
Si tratta di un altro principio attivo in uso da molti anni.
Sono cristalli che vengono diluiti con l’apposito quantitativo di acqua dando così delle concentrazioni dal 10 sino al 35%.
È possibile avere concentrazioni anche maggiori, ma la penetrazione diventa molto veloce e quindi diventa più facile eccedere con effetti collaterali anche importanti.
Se viene usato alle concentrazioni maggiori può dare la necrosi di tutta l’epidermide ed arrivare sino al derma reticolare.
Viene steso sul viso in modo uniforme e può arrivare a provocare quello sbiancamento della pelle chiamato FROST, al quale seguirà la formazione di una necrosi cutanea.
La pelle verrà via a larghe falde che non devono assolutamente essere rimosse, pena la formazione di lesioni cicatriziali. I pazienti dovranno essere molto…pazienti ..e seguire attentamente le istruzioni.Il sole sarà vietatissimo!
Non è tra i peeling socializzanti ma non si hanno lesioni umide o da medicare: bisogna anche in questo caso idratare moltissimo.
Si tratta di un peeling molto indicato per il crono e foto aging, per migliorare piccole rughe (ad esempio per le rughe codice a barra del labbro) e per le macchie cutanee.
Esistono molte varianti di questo peeling come il TCA gel mask, l’easy peel ed il blu peel, ma personalmente preferisco usare i cristalli puri.
Peeling all’ac. Piruvico:
l’acido piruvico è un alfa keto acido simile all’acido lattico. Fa parte di una lunga schiera di sostanze presenti in natura e derivate dalla frutta, come le mele e dall’aceto.
Ha indicazione nell’acne e nella dermatite seborroica in quanto ha grandi proprietà sebostatiche ed antimicrobiche.
Sul derma possiede grandi proprietà di stimolazione del collagene, sovrapponibile a quella indotta dall’acido tricloroacetico, ma con assai minore invasività.
Possiede una minore azione cheratinolitica. Per questo motivo la desquamazione seguente a questo peeling è nettamente minore, mentre è molto più accentuata l’azione seboregolatrice così importante in patologie come l’acne.
Ha anche una blanda azione depigmentante.
La principale indicazione è l’acne, anche in fase attiva, la rosacea, la dermatite seborroica.
Può essere impiegato anche per melasma, cloasma e cheratosi, ma in questo caso ha minori benefici.
Anche il peeling all’acido piruvico viene classificato tra i peeling socializzanti, perché è possibile un immediato ritorno all’attività lavorativa.
I vapori emessi durante l’applicazione possono risultare fastidiosi ed è meglio quindi utilizzare un ventilatore per disperderli.
Utile nel periodo post peeling una regolare idratazione, uno schermo solare totale.
Può essere ripetuto ogni 25, 30 giorni.
Conclusioni:
I peeling restano una metodica di sempre maggiore diffusione per il ringiovanimento cutaneo ma anche per la cura di molte patologie cutanee.
Oltre a quelli che ho descritto, ne esistono numerosi altri, assai efficaci o meno.
Il consiglio resta sempre quello di affidarsi ad un bravo medico che saprà consigliare il peeling migliore in relazione all’individuo, alla sua pelle, ed alla sua particolare situazione, ed anche all’esperienza propria, molto importante per la globale sicurezza di trattamento.

Autore: Alessio Redaelli