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L’acido polilattico (PLLA) è un biomateriale sintetico che il CNR francese ha studiato negli anni ’60 per impianti, vettori e sostituti del plasma.
È un poliestere alifatico: un polimero dell’acido lattico. È di sintesi chimica ed ha un peso molecolare di 170.000 Daltons.
Tutti i poliesteri alifatici ed in particolare l’acido lattico sono biocompatibili, completamente riassorbibili e immunologicamente inerti.
Il suo riassorbimento avviene per idratazione, rottura dei legami covalenti, perdita di peso molecolare, solubilizzazione, degradazione ed infine eliminazione come CO2.
Alla fine quindi il PLA è completamente riassorbibile.
Il meccanismo di azione è basato sull’incremento del tessuto sottocutaneo mediante formazione di collagene.
In Italia sono in commercio confezioni da 150 mg di acido polilattico.
L’acido polilattico provoca la formazione di collagene di tipo fibrotico, particolarmente indicato per il sostegno, sia per la sua attività di riempimento dei volumi, sia per l’effetto retraente, lifting, classico del collagene fibrotico.
Preparazione:
Il principio attivo viene diluito con acqua per preparazioni iniettabili. Viene utilizzata una siringa da 2,5 ml con aghi da 25 a 27 G.
La diluizione del PLA è molto importante. Viene eseguita da 4 a 72 ore prima dell’iniezione ma è meglio che sia fatta dalle 12 alle 24 ore prima. Va tenuta a temperatura ambiente.
Normalmente per la diluizione si usano 5,5 ml di acqua per preparazioni iniettabili + 0,5 ml di carbocaina al 3%.
Per la rivitalizzazione di sostegno, fatta questa diluizione di base che è valida per le indicazioni classiche, viso e collo, si passa ad un ulteriore passaggio: preso 1 ml della soluzione base lo si diluisce ulteriormente con 3 ml di H2O sino a totali 4 ml.
Questa è la soluzione utilizzata.
Per l’iniezione si usano siringhe da 2 ml e aghi del 27G x 15 mm

Tecnica:
La tecnica è particolarmente indicata per il collo, il decolletè, ma soprattutto per le zone corporee soggette a rilasciamento marcato, come la zona interna di braccia e gambe.
Non è invece indicata per aree più soggette al movimento come le articolazioni delle ginocchia e dei gomiti.
Si tratta di una tecnica a rete, di tipo lineare con introduzione dellago per la sua lunghezza e rilascio retrogrado del prodotto. Prima vengono eseguite iniezioni in un senso, distanziate di circa 1 cm e poi nel senso ortogonale sempre alla stessa distanza. Possono essere coperte zone anche di discreta dimensione.
Il quantitativo di prodotto rilasciato con ogni iniezione non deve superare 0,1 ml, in modo da evitare assolutamente iperaccumuli in un punto particolare che darebbero luogo a noduli di collagene.
La tecnica a ponfi invece non è indicata per questo materiale.

Protocolli:
Le sedute di acido polilattico devono essere distanziate molto maggiormente che non gli altri rivitalizzanti. Tutti i maggiori utilizzatori consigliano sedute almeno mensili.
Il primo ciclo può essere fatto da 3-4 sedute distanziate di 30 – 40 giorni. Poi è necessario aspettare e valutare bene i risultati in modo da non ipercorreggere mai. Tali ipercorrezioni sarebbero infatti di assai lunga durata esattamente come i risultati, se buoni, sono di assai lunga durata!
Il consiglio poi, ottenuto un risultato apprezzabile, è di valutare il paziente almeno ogni 6 mesi.

Autore: Alessio Redaelli