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Un’altra fondamentale carenza dei tessuti è data dalla drastica riduzione nel quantitativo di aminoacidi a disposizione dei fibroblasti per la costruzione del collagene. Infatti circa il 22% del contenuto della pelle è rappresentato da proteine. Un ottavo circa del contenuto di proteine totali dell’organismo è rappresentato dalle proteine cutanee.
La composizione del collagene, anche se ne esistono diversi tipi, è abbastanza uguale.
Si basa su questo principio la supplementazione aminoacidica sia per os sia direttamente mediante iniezioni nelle zone desiderate.
I principali aminoacidi presenti nel collagene ed utilizzati dai fibroblasti sono glicina, l-prolina, l-leucina, l-lisina: in particolare la Glicina, nella catena aminoacidica, appare con regolarità ogni 3 aminoacidi, e questo aminoacido, assolutamente fondamentale, è accompagnato da idrossi-prolina ed idrossi-lisina in moltissimi casi. Questi aminoacidi sono tipici delle strutture collageniche. La fine metabolica di lisina e prolina sembrerebbe coincidere con l’invecchiamento del collagene.
Da sottolineare che mentre Glicina e prolina non sono aminoacidi essenziali e possono essere sintetizzati da altri aminoacidi, la lisina è un aminoacido essenziale.
Inoltre, per ottenere una sintesi di collagene perfetta, gli aminoacidi devono trovarsi al sito di sintesi nel giusto numero e contemporaneamente. Numerosi studi in questo senso sono stati fatti ed alcuni, assai interessanti sono in via di pubblicazione.
La supplementazione aminoacidica, quindi, ha un rationale di impiego assai preciso, al contrario di molte misture poste in commercio, con efficacia non prevedibile.
E’ esperienza comune dei maggiori utilizzatori di preparati bioristrutturanti che sfruttano le neocollagenesi, della risposta nettamente migliore dell’organismo, se in precedenza viene eseguito un ciclo di rivitalizzazione con aminoacidi dedicati.
In commercio possiamo trovare sia la soluzione per os che viene consigliata 2 volte al di per 7 giorni ed in seguito 1 volta al di per 1 mese. L’assunzione dovrebbe essere lontano dai pasti.
Vengono consigliati 3 cicli l’anno.
La soluzione iniettabile invece è liofilizzata. Al momento dell’utilizzo vengono fornite nella confezione due fiale, ciascuna con 30 mg di acido ialuronico a basso peso molecolare, con il quale si discioglie il liofilizzato. Avrà anche un ottimo effetto idratante sulla zona soggetta al trattamento.
Indicazioni:
Le indicazioni prevedono un invecchiamento più marcato, seguendo il rationale spiegato più sopra.
Quindi potremo utilizzare la ART Therapy nella rivitalizzazione di qualsiasi distretto corporeo quando è richiesto un maggior apporto riparativo, se prevale elastosi cutanea e fotoinvecchiamento marcato. In questo caso, come spiegato meglio nella tecnica, sarà utile associare un certo trauma per innescare appunto un processo riparativo.
Anche nella smagliature rosse, l’azione degli aminoacidi sembrerebbe essere interessante.
Sicuramente molto utile appare l’integrazione del supporto aminoacidico in preparazione ad interventi che stimolano la neocollagenesi. Il ciclo di terapia va fatto in preparazione, ma anche nella fase riparativa è utile. L’autore ha diretta esperienza sia nella associazione con peeling medio al TCA al 25%, sia nella associazione con acido polilattico, sia con laser frazionato CO2.
Ma anche la associazione con IPL, Thermage, laser e terapia fotodinamica sono molto promettenti.
Tecnica:
Le tecniche sono sempre le medesime: microponfi, lineare retrograda ed anterograda, a rete ed a ventaglio.
Ma la migliore, a parere dell’autore, è la tunnellizzazione che provoca un leggero trauma della zona in oggetto, innescando così un processo riparativo, che porterà, aiutato dagli aminoacidi, ad una restituito ad integrum con netto miglioramento della tramatura e della turgidità.
Il prodotto viene iniettato nel derma superficiale e profondo.
Si usano siringhe da 2 ml con aghi del 30G x 13 mm.
Si inizia con un movimento di va e vieni meglio con una tecnica a ventaglio cui segue la deposizione di 0,1-0,2 ml di prodotto. Non ci sono problemi anche ad iperdosare l’impianto: si riassorbirà in poche ore.
Per coprire una zona come le braccia sono necessarie almeno un flacone per parte.
Protocolli:
1 trattamento settimanale per 3 – 4 settimane, almeno due volte l’anno. Ma, sempre maggiormente gli utilizzatori consigliano dopo il trattamento di attacco, 1 seduta al mese sino all’ottenimento del risultato anche per una decina di sedute.

Autore: Alessio Redaelli