jQuery(function($){ $('.logo_container a').attr('href','http://www.alessioredaelli.eu/en_GB/home/'); });

Gli acidi ialuronici per rivitalizzazione sono particolarmente puri, non reticolati ed hanno basso peso molecolare, intorno a 1 milione di dalton. Nella matrice amorfa di un tessuto connettivo l’acido ialuronico è presente intorno all’1%. E’ unito ad altre molecole in strutture più grandi, i cosiddetti proteoglicani.
Le fondamentali funzioni dell’acido ialuronico sono assai ben conosciute e vengono principalmente svolte nello spazio extra cellulare. (Tab. 1)
L’acido ialuronico permette di creare volume nel derma, sia per azione sterica sia per azione di grande richiamo di acqua.
Ha inoltre una importante azione lubrificante i tessuti e migliora l’integrità, mobilità e proliferazione cellulare, prevenendo il danneggiamento delle cellule del tessuto da parte degli stress fisici. È anche in grado di agire come sostanza cementante e come molecola anti-urto.
Infatti l’alta viscosità ed elasticità delle soluzioni con acido ialuronico creano uno strato fluido che protegge i tessuti in movimento ben conosciuta anche dagli ortopedici per il trattamento di alcune patologie articolari.
Inoltre l’acido ialuronico biointerattivo, quello particolarmente puro e non reticolato che si usa per questo scopo, ha un grande potere di riparazione tissutale. Questo è il motivo per cui molti acidi ialuronici di ultima generazione hanno una aggiunta di questo tipo di sostanza rivitalizzante: per migliorare la riparazione tissutale dovuta al trauma dell’ago e per migliorare drasticamente l’iniettabilità del prodotto. Questi gel infatti possono essere iniettati con un ago 30G anche nelle formulazioni più dense.
L’estrema lunghezza della molecola insieme al suo alto grado di idratazione permettono a più polimeri di acido ialuronico di organizzarsi a formare una struttura di tipo reticolare che ha due principali funzioni:
• creare un’impalcatura molecolare per mantenere la forma ed il tono del tessuto.
• funzionare come filtro contro la diffusione libera nel tessuto di particolari sostanze, batteri, agenti infettanti.
Solamente le sostanze dal peso molecolare abbastanza basso da poter passare attraverso le “maglie” di questa rete potranno diffondere liberamente nel tessuto; tutte le sostanze dal peso molecolare maggiore non diffonderanno e resteranno ove deposte.
Inoltre quando le cellule hanno bisogno di spazio per la mobilità e la separazione, queste funzioni sono esercitate dall’acido ialuronico che coopera anche alla differenziazione cellulare, alla migrazione, alla morfogenesi, all’embriogenesi ed alla riparazione delle ferite.
Inoltre i tessuti articolari sono lubrificati dall’acido ialuronico;.
Da un punto di vista pratico si tratta di gel abbastanza densi, che restano in loco per parecchio tempo e danno quindi una idratazione di lunga durata.
Ma l’azione che ci interessa maggiormente resta comunque l’idratazione dermica, e l’azione di stimolo, dimostrandosi particolarmente efficace nel miglioramento della turgidità della pelle.
Alcuni di questi prodotti hanno poi una leggera reticolazione che ne permette una durata assai lunga. Tutti questi prodotti non vanno iperdosati perché resterebbe visibile il ponfo per parecchio tempo. Le siringhe sono preriempite e hanno dosaggi da uno a due ml circa.
Vanno iniettati nel derma medio-profondo con tecnica a micro ponfi distanziati regolarmente 0,5 cm circa.
Sono utilizzabili in tutte le zone difficili ed in particolare nel
Decolletè (Fig. 2)
Superficie interna delle cosce
Superficie interna delle braccia
Ginocchia e gomiti (Fig. 3 e 4)
Mani (Fig. 5)
Le tecniche possono essere a microponfi ma anche tunnellizzate o a ventaglio come nelle foto.
Le mani possono essere trattate molto efficacemente con le tecniche con acido ialuronico: infatti rispondono bene al trattamento con acido ialuronico Hidroreserve, ma possiamo usare anche la tecnica proposta da alcuni colleghi che ottengono ottimi mreisuoltati riempitivi usando normale acido ialuronico reticolato, il medesimo usato come filler sul volto.
In questo caso si effettua un impianto a goccia alla base intermetacarpale e poi, con un massaggio piuttosto energico il preparato viene diffuso lungo i metacarpi che devono essere riempiti.
I risultati immediati sono buoni, i rischi molto limitati ed la durata come per qualsiasi filler

Autore: Alessio Redaelli