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Consulenza Legale e Mediazione Familiare

Dott,ssa Ilaria Morosini
Avvocato Praticante abilitata del Foro di Lodi

Esperta in diritto di famiglia, mediatrice familiare, assistente universitaria.
Mob. 3396193545 – www.ilariamorosini.it
Riceve a:
Melegnano, via Marconi 5 presso Studio Legale Rossetti
Milano, Galleria del Corso 1 presso Studio Legale Levi
Comune di Carpiano, presso Sportello Legale

DIRITTI E DOVERI DEI CONIUGI

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Quando una coppia decide di unirsi in matrimonio, deve essere consapevole delle conseguenze giuridiche che comporta questa scelta.
Innanzi tutto è opportuno dire che il codice civile, nel libro primo regola il vincolo del matrimonio, riconoscendo la parità giuridica giuridica dei coniugi; quindi uomo e donna sono uguali davanti alla legge, avendo gli stessi diritti e doveri.
Ecco in sintesi gli impegni che i coniugi assumono quando dicono il fatidico SI:
Fedeltà
Nel matrimonio vige l’obbligo di fedeltà; la relazione extraconiugale incide in maniera rilevante nel rapporto di coppia, tanto che è previsto l’addebito della separazione per chi viola i doveri nascenti dal matrimonio.
L’adulterio non è più punito con il carcere dal 1968, quando le donne fedifraghe venivano condannate, mentre per gli uomini era previsto la detenzione.
Coabitazione
I coniugi, di comune accordo devono scegliere il luogo dove verrà stabilita la loro residenza abituale futura.
L’allontanamento senza giusta causa dalla dimore comune comporta conseguenza legali, poiché vengono meno gli obblighi di collaborazione, assistenza morale e materiale.
Obbligo di assistenza morale e materiale
Entrambi i coniugi sono tenuti a contribuire, con diversi mezzi alla vita familiare, in base alle proprie capacità economiche, lavorative e materiali.
Doveri verso la prole
Entrambi i genitori hanno l’obbligo di istruire, mantenere ed educare i figli, seguendo le loro inclinazioni, aspirazioni e attitudini.
Per quanto concerne il mantenimento, ognuno dei genitori deve contribuire con le proprie sostanze economiche, in funzione della propria capacità contributiva.

CASA CONIUGALE ASSEGNATA AL CONIUGE

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Non è del tutto infrequente che, seppur la casa coniugale sia stata affidata ad uno solo dei coniugi a segito della separazione, l’ex coniuge non affidatario della casa decida di accedervi ugualmente, violando il divieto.
Tale atteggiamento comporta delle conseguenze non indifferenti, tanto che anche la giurisprudenza è intervenuta sul punto.
Nel 2012 il Tribunale Di Padova con sentenza del primo febbraio, ha condannato per violazione di domicilio il marito che si era introdotto furtivamente nell’abitazione assegnata alla moglie, quando la stessa era al lavoro.
A nulla è valso rappresentare al giudice il fatto che l’uomo era rimasto senza dimora, e quindi voleva trovare un posto dove potersi lavare.
Per il giudice infatti, integra violazione di domicilio aggravata dalla violenza sulle cose, la condotta di colui che entra nell’abitazione altrui dopo aver cambiato la serratura.
Questa regola è valida anche nel caso in cui il coniuge non assegnatario sia comproprietario della casa coniugale.

L’ADDEBITO DELLA SEPARAZIONE

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Nelle separazioni giudiziali, può accadere che, oltre alla domanda di separazione, venga chiesto anche l’addebito della separazione.
Di cosa si tratta?
Può essere definito come una sorta di sanzione impartita al coniuge che viola i doveri coniugali;
gli effetti si manifestano solo nei rapporti patrimoniali, senza inficiare assolutamente l’ambito della filiazione.
Quando il giudice accerta che l’intollerabilità della convivenza tra i coniugi è legata a comportamenti di uno di essi che rappresentino una violazione dei doveri coniugali, può dichiarare a quale dei coniugi sarà addebitata la separazione.
Perché questo avvenga, è necessario che la violazione dei doveri coniugali sia antecedente alla proposizione della domanda di separazione. Deve quindi sussistere un nesso causale tra la violazione e l’intollerabilità dell’unione matrimoniale; laddove questa prova manchi, non è possibile dichiarare l’addebito.
E’ importante sottolineare che non ogni comportamento contrario ai doveri matrimoniali comporta l’addebito, bensì solo quelli la cui violazione ha portato all’impossibilità di continuare la convivenza.
Per quanto riguarda i comportanti che possono comportare l’addebito della separazione, il riferimento è l’art. 143 del codice civile, il quale specifica che dal matrimonio nascono alcuni obblighi, tra i quali l’obbligo di fedeltà, l’obbligo di assistenza morale e materiale del coniuge più debole, l’obbligo di collaborare per i bisogni della famiglia, l’obbligo di accudire la prole, e
l’obbligo di coabitare sotto lo stesso tetto (coabitazione).
L’addebito comporta delle conseguenze importanti sotto il profilo economico; infatti vi è la perdita al diritto all’assegno di mantenimento, la perdita dei diritti ereditari, la perdita dell’assegnazione della casa familiare.